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L'IPNOSI CLINICA rappresenta un particolare tipo di anestesia generale in quanto, a differenza di quest'ultima, conserva tra l'altro la funzione respiratoria autonoma del paziente, non lo costringe all'intubazione endotracheale ed estende il suo effetto analgesico anche nel periodo post-operatorio.
Il primo ad utilizzare l'ipnosi clinica in chirurgia plastica fu il Dott. Norman di Miami (Florida U.S.A) circa venti anni orsono. Da allora ad oggi questo tipo di anestesia è estremamente diffuso in tutto il mondo ed in America è stata fondata l'American society of Clinical Hypnosis che vede associati tutti i seguaci dell'ipnosi clinica.
Questa anestesia consente di evitare l'ospedalizzazione del paziente.
Negli U.S.A. in grandi strutture ospedaliere quali Mayo Clinic e la N.Y.U. esistono oggi reparti specializzati, in cui viene praticata la “Outpatient Surgery” (Chirurgia senza ricovero) che attualmente non è limitata alla Chirurgia Plastica ma è estesa ad altra branche chirurgiche come l'Oculistica, la Chirurgia della mano, l'Ortopedica, la Urologia, l'Orale, la Dermatologica, la Ginecologica, ed altre.
Il “principio attivo” di questa anestesia, che si realizza attraverso l'introduzione di una piccola agocannula endovenosa, è un farmaco caratterizzato da una rapida metabolizzazione (short half life). Una “emivita breve” è la caratteristica di un farmaco che ne consente la rapida scomparsa dall'organismo ricevente. Tale qualità gli conferisce una bassissima tossicità e di conseguenza esso ha un vasto margine terapeutico: cioè l'anestesia dispone di un largo intervallo di quantità di farmaco da somministrare, a seconda della durata degli interventi chirurgici, senza che si verifichino effetti collaterali.
Grazie a queste caratteristiche, pazienti delicati come anziani o bambini possono giovarsi dell'uso di tale anestesia.
L'anestesista accompagna con voce modulata la piacevole induzione (il passaggio da veglia a sonno) dell'ipnosi clinica, è capace di evocare attraverso meccanismi di suggestione, un estremo relax psicofisico.
L'induzione avviene in quaranta secondi circa e si passa dalla veglia ad un sonno estremamente naturale, come quello fisiologico, senza avvertire il brusco “salto nel buio” che si verifica con l'anestesia generale. Il decorso post-operaorio è estremamente tranquillo.
Il paziente, grazie allo smaltimento rapido dei farmaci, può essere dimesso alcune ore dopo l'intervento e può raggiungere il proprio ambiente familiare con i conseguenti e deducibili benefici.