La profilassi anti D e la malattia emolitica fetale
Consiste in una somministrazione intramuscolare di anticorpi anti D a tutte le gravide con fattore Rh negativo e con test di Coombs indiretto negativo, che si sottopongono a prelievo di villi coriali, amniocentesi o funicolocentesi, cioè dopo tutti gli interventi invasivi, nonché dopo un parto o dopo un aborto.
Dopo la profilassi il test di Coombs (TCI) diventa sempre positivo e lo rimane generalmente per circa 2 mesi.
Il test di Coombs serve per dosare gli anticorpi anti D che vengono somministrati con la profilassi o che nei rari casi di isoimmunizzazione Rh vengono prodotti dalla gestante stessa. Gli anticorpi somministrati alla gestante distruggono i globuli rossi del feto che possono essere passati nel sangue materno e impediscono la immunizzazione materna contro il fattore Rh.
Se la gestante stessa produce anticorpi anti D, questi passano la barriera placentare e possono distruggere i globuli rossi nel feto causando, col progredire della gravidanza, una anemia fetale che in alcuni casi dovrà essere curata con trasfusioni intrauterine. |